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Istruzioni
per la pulizia delle monete romane
Prima di spiegare come si puliscono le monete romane, desidero spiegare brevemente qual è l'obiettivo da raggiungere con la pulizia. Innanzitutto, non va dimenticato che le monete romane sono rimaste sottoterra per un periodo di 1.500-2.000 anni. In tutti questi anni, sulla superficie metallica, si è formato uno strato sottilissimo (di meno di 0,05 mm di spessore) di corrosione, detto patina. La patina può essere di colori diversi, p.e. verde scuro, marrone scuro, nero o blu scuro. È importante non rimuovere la patina durante la pulizia! Perché? Perché solo grazie alla patina si può dimostrare l'autenticità della moneta. Per i collezionisti, una moneta romana senza patina non ha praticamente alcun valore. D'altro canto, bisogna sapere anche che è molto difficile riuscire a rimuovere la patina. Per riuscirci, bisognerebbe usare molta forza, oppure dei prodotti chimici molto aggressivi. Pertanto, non bisogna nemmeno essere eccessivamente delicati quando si maneggiano le monete: la patina infatti è molto resistente. Vorrei fare dapprima qualche osservazione di carattere personale: collezionare monete antiche è un hobby splendido. Il problema, anzi la sfida, più grande è la pulizia delle monete. Su questo argomento sono già state pubblicate molte istruzioni e molti consigli, e anche io vorrei ora condividere le mie esperienze con gli altri collezionisti, o con chi desidera diventarlo. Le monete antiche che si possono acquistare presentano gradi di conservazione diversi: da una parte ci sono le monete ancora da pulire, che sono dunque ancora incrostate di terra, dall'altra ci sono le monete che sono già state pulite, oppure che hanno subito un primo trattamento di conservazione. Le monete che non sono ancora state pulite sono di colore giallo, marrone e verde, mentre quelle già trattate sono molto scure o nere. Cominciamo dalle monete ancora da pulire. Al momento del ritrovamento, le monete sono ricoperte di resti di terra, che possono essere più o meno resistenti. Quanto più il terreno è umido, tanta più terra sarà rimasta attaccata alle monete; ad esempio, le monete provenienti dall'Inghilterra presentano delle incrostazioni di terra maggiori di quelle italiane. Visti i diversi stati delle monete, esistono anche diversi metodi per la loro pulizia, che illustrerò qui di seguito, basandomi sulla mia esperienza. Siccome le monete antiche che acquistiamo hanno diverse centinaia di anni, per rimuovere lo strato di sporcizia di cui sono ricoperte ci potrebbe volere parecchio lavoro. Il nostro obiettivo deve essere quello di restituire a ciascuna moneta il suo stato originario, nella misura del possibile. Tuttavia, dobbiamo stare attenti a non danneggiare la moneta durante questo processo. Ecco perché bisogna agire con mano ferma, e spesso anche con una buona dose di pazienza e perseveranza. Personalmente, mi è già capitato di vedere che alcune monete riacquistano tutta la loro bellezza solo dopo sei mesi. Concludendo: se la pazienza e la perseveranza fanno parte del vostro carattere, con questo hobby vi divertirete molto. È davvero affascinante osservare come delle monete che erano in circolazione centinaia di anni fa, grazie ai nostri sforzi, possano risplendere nuovamente in tutta la loro bellezza. Esistono varie tecniche di pulizia, e vari strumenti, che portano a risultati più o meno soddisfacenti, e cercherò di illustrare qui di seguito le più importanti. Fra gli strumenti di base, ci devono essere una pinzetta per monete (da acquistare nei negozi specializzati), una lente d'ingrandimento molto potente (almeno 8-10 diottrie), una fonte luminosa pure molto potente, degli stuzzicadenti, dei panni di cotone o lino, dei contenitori di plastica di misure diverse, ed una bottiglia di olio d'oliva. Le monete appena acquistate vanno innanzitutto pulite a secco, utilizzando uno stuzzicadenti per togliere le incrostazioni più grosse, e facendo molta attenzione. Durante questo procedimento, conviene sistemare la moneta su un panno di cotone; in questo modo, la moneta non può scivolare via, e non si rischia quindi di graffiarla. Si comincia togliendo la polvere e i granelli di sabbia, in maniera regolare. Dopo questa pulizia iniziale, si passa all'olio d'oliva. L'olio d'oliva possiede la caratteristica di conservare la moneta dall'interno, e di pulirla allo stesso tempo, perché è leggermente acido. Una volta che la moneta non è più circondata dal suo involucro protettivo (ossia dalle incrostazioni di terra), un bagno nell'olio d'oliva permette di ottenere diversi vantaggi: infatti, se ci si limita a pulire la moneta in modo puramente meccanico, senza utilizzare olio d'oliva, si corre il rischio che col tempo la moneta, a contatto con l'aria, si corroda; mettendo invece le monete a bagno nell'olio, si riesce a contrastare la corrosione, perché si forma una sorta di scudo protettivo. L'olio infatti penetra anche nei pori più piccoli, e agisce quindi in profondità. Per questa fase della pulizia, utilizzo delle piccole vaschette di plastica, nelle quali riesco a mettere a bagno circa 50 monete alla volta. Dopo 24 ore, le monete si sono "imbevute" di olio (non si formano più bollicine d'aria). A questo punto, si può passare alla prima pulizia a umido: con la pinzetta, si toglie la moneta dall'olio, la si lascia sgocciolare un attimo, e poi la si asciuga con un panno, senza strofinare. Dopodiché si rimuovono le incrostazioni rimanenti, sempre con uno stuzzicadenti, e facendo molta attenzione. Quest'operazione può essere compiuta anche utilizzando degli aghi d'acciaio o di un altro materiale simile; in tal caso, bisogna essere già dei veri professionisti, avere la mano molto ferma e disporre degli strumenti adatti. Ritornerò sull'argomento più avanti. In seguito a questa seconda pulizia, la moneta viene riposta nell'olio, per altri 2-3 giorni. Trascorso questo lasso di tempo,si ripete l'operazione di pulizia con lo stuzzicadenti, descritta più sopra. È importante cambiare spesso lo stuzzicadenti, poiché le punte si smussano in fretta, e non si ottiene più lo stesso risultato. Queste operazioni vanno ripetute finché la moneta assume l'aspetto che desideravamo darle. Fra una pulizia e l'altra, si allunga il periodo in cui le monete rimangono a bagno nell'olio (arrivando fino ad una settimana). L'olio va cambiato quando assume un colore verdastro, bluastro o turchese. Vorrei aggiungere due parole sull'attrezzatura più adatta per compiere tutte queste operazioni: siccome per pulire le monete servono entrambe le mani, è consigliabile adoperare una lente abbastanza grande, che permetta dunque di avere spazio sufficiente per lavorare, e che disponga anche di una fonte di luce propria, se possibile. Nei negozi specializzati si trovano articoli molto belli della marca Eschenbach, fra i quali dei modelli di lente provvisti di supporto, oppure altri con braccio orientabile, che possono essere fissati al tavolo. La lente dovrebbe avere un diametro di almeno 10 cm, ed almeno 8-10 diottrie; quanto più grande è, meglio è - anche se ovviamente sarà parecchio più costosa. Ma anche una piccola lente tascabile di 10-20 diottrie sarà un ottimo strumento per scovare anche la minima traccia di sporco, o per identificare la moneta. Ritorniamo ora alle monete che hanno già subito una pulizia iniziale. In linea di principio, il modo di procedere rimane quello descritto per le monete ancora da pulire; tuttavia, prima di cominciare con le ulteriori operazioni di pulizia, bisogna esaminare attentamente la moneta con una lente, per vedere se vi siano delle incrostazioni. Attenzione però: non è sempre facile riconoscerle, perché l'olio con cui le monete sono state trattate ha conferito un colore scuro sia alle incrostazioni, sia alle monete stesse. Una volta affinate le nostre tecniche di pulizia, si può passare ad utilizzare un ago d'acciaio. Personalmente, ho notato che funzionano benissimo i vecchi strumenti dentistici (p.e. la spatola più piccola e gli aghi a punta ricurva); e poi, quasi tutti i dentisti hanno nel loro studio degli strumenti che non usano più (e che di solito raccolgono per donarli ai paesi del Terzo Mondo) - basta chiedere. Per eseguire i lavori che richiedono la massima precisione, adopero invece degli aghi per macchine da cucire, poiché hanno la punta rinforzata e sono un po' più grossi rispetto agli altri. Inoltre, sono più corti degli altri aghi, e quindi facili da maneggiare. Ma anche gli strumenti migliori dopo qualche tempo si consumano: la punta non è più aguzza come prima, e non si riesce più ad entrare nei solchi più fini. Per ovviare a questo problema senza dover sempre sostituire gli strumenti e spendere soldi inutilmente, ho cominciato ad affilare le punte con un trapano a mano, provvisto di punta per affilare. Se si hanno molte monete da pulire, vale sicuramente la pena di fare così. Ci sono degli attrezzi eccellenti della marca Dremel (p.e. il n. 531 e 535, che mi hanno reso ottimi servigi). Si possono inoltre utilizzare anche delle spazzole di ottone; questo materiale infatti non graffia le monete, poiché la sua densità è minore di quella delle monete. Tengo tuttavia a ribadire che, se si utilizzano questi strumenti per pulire le monete, bisogna avere la mano ferma, conoscere molto bene le monete, ed avere già un po' di esperienza alle spalle; basta infatti una piccola imprecisione, un graffietto, per rovinare tutto il lavoro. L'operazione di pulizia degli aghi, inoltre, non è semplice. Per ridurre al minimo il rischio di rovinare le monete, conviene lasciarle a bagno nell'olio per lungo tempo, e pulirle solo brevemente e con grande attenzione. Così facendo, si impiega parecchio tempo per pulirle del tutto, ma ne vale davvero la pena, soprattutto per le monete migliori. Quanto più a lungo si lasciano le monete a bagno nell'olio, tanto più facile sarà staccare lo strato di sporcizia. La pulizia con l'ago: si comincia graffiando cautamente con l'ago alcuni punti dello strato superiore; in questo modo, si creano delle minuscole "ferite", nelle quali potrà penetrare l'olio, e le incrostazioni che si trovano accanto a questi punti cominceranno così a staccarsi. Naturalmente si tratta di una procedura che va ripetuta numerose volte, prima di raggiungere il risultato sperato. Basti pensare che ci sono delle monete alle quali lavoro per più di sei mesi. Si può infine concludere il procedimento di pulizia trattando la superficie della moneta con un prodotto per lucidare (p.e. la cera per lucido "Renaissance" della Kremer), che permette di sigillare per sempre la moneta e di renderla resistente contro gli agenti esterni. Per maggiori informazioni su questa procedura, leggere il documento "Trattamento chimico". In conclusione, vorrei aggiungere qualche parola sulle lavatrici a ultrasuoni, che promettono risultati miracolosi. Stando a quanto affermano i fabbricanti di questi apparecchi, utilizzandoli si possono ottenere delle vere e proprie meraviglie. Effettivamente, le lavatrici a ultrasuoni possono rivelarsi molto utili per la pulizia iniziale, perché permettono di rimuovere molto bene le incrostazioni di terra. Ma più di questo non si ottiene: nelle fasi di pulizia successive, è infatti impossibile ottenere altri risultati degni di nota. Un'ultima osservazione sulla patina: si tratta di uno strato di corrosione primario, dovuto all'azione dei minerali che si trovano nel suolo. Lo spessore della patina aumenta sia in funzione della concentrazione dei minerali nel suolo, sia dell'umidità. Non bisogna mai togliere la patina, perché la moneta perderebbe di valore! E dopo avere dedicato tanto tempo alla pulizia delle monete, avremo finalmente davanti a noi alcuni esemplari di monete pulite. L'ultimo passo da fare sarà quello di identificare le monete. Se sono monete romane, si possono consultare dei libri (solitamente molto cari), oppure acquistare i cataloghi delle aste su eBay: contengono fotografie, descrizioni e denominazioni di molte monete diverse, e sono un ottimo strumento per identificarle. Un ultimo suggerimento: l'utente eBay "rethorn.privat" di tanto in tanto vende delle eccellenti spazzole di ottone. Ad ogni modo, sia le spazzole, sia gli apparecchi della Dremel, si possono acquistare anche nei mercati per l'edilizia. Le istruzioni contenute in questo documento si limitano a presentare i procedimenti "tradizionali"; esistono poi molte altre possibilità, ad esempio la pulizia tramite elettrolisi o per mezzo di agenti chimici (v. gli altri documenti informativi). Nella
speranza che le mie esperienze ed i miei suggerimenti possano essere
d'aiuto ai lettori, auguro a tutti molta soddisfazione nel pulire
le monete! Per informazioni ulteriori sulla pulizia delle monete antiche,
consultare il sito web di Kay Rethorn: http://www.kayrethorn.de Back
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